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Vero e Falso?

Il fruttosio è uno zucchero ricavato dalla frutta?

Il fruttosio è lo zucchero della frutta matura e del miele, ma ha caratteristiche diverse dallo zucchero normale che è ricavato dalla barbabietola o dalla canna da zucchero. Il fruttosio provoca un innalzamento contenuto dei livelli di insulina rispetto agli altri tipi di zuccheri che ne stimolano un rapido rilascio.









Come tutti gli zuccheri semplici, il fruttosio viene assimilato rapidamente?

Il fruttosio è un monosaccaride, uno zucchero semplice, passa più rapidamente degli altri carboidrati attraverso lo stomaco, ma giunto nell’intestino viene assimilato con gradualità fornendo energia a poco a poco. Praticamente esso si comporta come un amido molto complesso. Il fruttosio non provoca fenomeni di "ipoglicemia reattiva", che si evidenzia con il ritorno della fame e con una diminuzione dell'efficienza fisica, come accade con altri zuccheri semplici.









In piccole dosi il fruttosio stimola l’insulina?

Il livello di insulina è collegato con l’indice glicemico, che esprime la velocità con cui aumenta la glicemia in seguito all’assunzione di un alimento contente carboidrati. L’indice glicemico del fruttosio è 23 e viene metabolizzato lentamente dall'organismo. Il glucosio – indice glicemico 100 - eleva rapidamente la glicemia e di conseguenza l’insulina. È necessario limitare la quantità di fruttosio: oltre i 40 g si comporta come il glucosio.









Il potere dolcificante del fruttosio è simile a quello dello zucchero, detto anche saccarosio?

Il fruttosio dolcifica quasi il doppio rispetto allo zucchero comune a parità di calorie. Un cucchiaino da caffè di circa 10 grammi di saccarosio fornisce 40 calorie, così come un cucchiaino di fruttosio, ma dolcificando di più se ne può usare di meno con un sicuro risparmio di calorie.









In alternativa allo zucchero si possono usare dolcificanti alternativi?

Le ricerche scientifiche hanno consentito di individuare alcuni dolcificanti naturali e di sintesi utilizzati al posto dello zucchero, specialmente da coloro che non lo possono consumare. Il dolcificante ideale deve avere il gusto dolce dello zucchero, non deve avere retrogusto, deve essere stabile al calore e non essere tossico.









 

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